Carcere di Cavadonna, OPI Siracusa: “Gli infermieri sono allo stremo”
Le gravi tensioni registrate negli ultimi giorni all’interno del carcere di Cavadonna hanno ulteriormente aggravato le già difficili condizioni nelle quali gli infermieri sono chiamati quotidianamente a operare.
Si tratta di professionisti che svolgono la propria attività in un contesto estremamente complesso, caratterizzato da problemi di sicurezza, situazioni imprevedibili e bisogni assistenziali particolarmente delicati. Alle criticità già esistenti si sono aggiunti, in questi giorni, episodi di forte tensione che hanno reso le condizioni di lavoro ancora più pesanti.
Il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Siracusa, Salvatore Latina, ha contattato personalmente più di un infermiere in servizio nel carcere di Cavadonna per manifestare la propria vicinanza e quella dell’intero Ordine, ribadendo la piena disponibilità dell’OPI a offrire tutto il supporto di propria competenza per qualsiasi necessità.
Contestualmente, sono state avviate le prime interlocuzioni con i vertici delle autorità competenti, con l’obiettivo di individuare le misure che possono essere adottate già a stretto giro e gli interventi organizzativi necessari nel medio periodo per mitigare gli effetti di quanto sta accadendo e tutelare il personale infermieristico.
«Gli infermieri continuano a garantire assistenza, cure e presenza anche in un clima rovente e in condizioni di lavoro particolarmente difficili. La loro professionalità, il senso di responsabilità e lo spirito di servizio non possono però compensare all’infinito le criticità organizzative e la pressione alla quale sono sottoposti. Gli infermieri sono allo stremo e non possono essere lasciati soli», afferma il presidente Latina.
L’OPI di Siracusa richiama pertanto l’attenzione delle autorità competenti sulla necessità di verificare le condizioni organizzative e di sicurezza nelle quali opera il personale infermieristico, individuando rapidamente gli interventi necessari.
Tutelare gli infermieri e metterli nelle condizioni di lavorare in sicurezza è indispensabile per garantire la continuità e la qualità dell’assistenza sanitaria all’interno dell’istituto.


